“Le memorie di una comunità prendono vita attraverso la ricucitura nascosta di due piazze/paesaggio.”
Un’ipotesi di rigenerazione urbana che interpreta il rigore razionalista della Casa del Fascio di Terragni attraverso la fluidità del paesaggio, restituendo alla città uno spazio pubblico multidimensionale ad alto grado di mutevolezza.

Il progetto, sviluppato da Sottostudio in collaborazione con SP29, ripensa il sistema delle due piazze nel centro di Como, trasformando la superficie urbana in un paesaggio dinamico in bilico tra architettura e natura, permanente e temporaneo. A guidare la composizione è il modulo di facciata della vicina Casa del Fascio di Giuseppe Terragni, le cui direttrici urbane rigenerano lo spazio pubblico, oggi frammentato da direttrici stradali e interventi parziali e disomogenei.
Scheda di progetto
TIPOLOGIA
Concorso di progettazione
LUOGO
Como, piazza del Popolo e piazza Verdi
INTERVENTO
Rigenerazione urbana
PROGETTO
Sottostudio con SP29
COMMITTENTE
Comune di Como
AMBITO
Urbano consolidato
TEMI CHIAVE
Paesaggio urbano, ricucitura urbana, integrazione con l’architettura preesistente (Casa del Fascio di G. Terragni), integrazione con il tessuto storico, spazi espositivi, parchi urbani
MATERIALI PRINCIPALI
Pietra, legno, legno lamellare, vetro, acciaio, alluminio, materiale verde, acqua.
Piazza del Popolo
Piazza del Popolo si modella plasticamente secondo le due direttrici urbane fondamentali. L’ordito è definito da percorsi che si sollevano in forme sinuose, utilizzando materiale vegetale vivo, legno e vetro; la trama disegna il percorso che conduce verso la città antica.

Le variazioni di livello da nord a sud creano volumi aperti, declinando il tema del margine e lasciando spazio all’esplorazione ludica e sensoriale. Il percorso principale muove da est a ovest rompendo con le sue lastre irregolari la continuità dell’ordito e suggerisce la direzione del collegamento sotterraneo, non percepibile dall’alto, con la città murata. In alcuni punti le curve sinuose si aprono e, sollevandosi, consentono l’ingresso all’interno della piazza-architettura, negli spazi informativi, in quelli dedicati alle esposizioni, agli eventi e in quelli liberi. In altri punti le curve si abbassano, attirando il visitatore verso piccoli parchi lineari multiformi.

Piazza Verdi e Centro di documentazione ipogeo
L’ellisse di piazza Verdi introduce alla soglia di passaggio tra memoria e comunicazione, rappresentata dagli ambienti ipogei del Centro di documentazione, pensati come medium tra le due piazze e realizzati completamente in sotterraneo.


In superficie, piazza Verdi richiama un contatto diretto e fisico con gli elementi naturali. Il progetto introduce un segno centrifugo attorno a cui vengono rimesse in movimento le architetture storiche circostanti. La piazza della città murata si insinua nel terreno, sprofondando verso il Centro di Documentazione; mentre affonda, disegna un’architettura fatta di cose note: il parco, la vasca, la piazza, le pensiline, in forme che invitano al contatto fisico con l’acqua, con gli alberi, con la sosta. Una passerella leggera in acciaio e legno scende verso la quota ipogea, infilandosi nella parete curva rivestita da una sottile cascata d’acqua. La collocazione sotterranea degli spazi espositivi e della sala audio-video si presta a farne luogo di esposizioni sensoriali in cui il buio e i rumori svolgono un ruolo primario. Il centro di documentazione ipogeo accoglie mostre sensoriali, installazioni audio-video e spazi culturali che collegano la memoria storica di Como con la comunicazione contemporanea e ne fanno un luogo fruibile da persone con esigenze speciali.

Due ambiti urbani, fortemente caratterizzati ma disomogenei e frammentati, vengono profondamente rinnovati e tornano alla comunità come architetture vive, multiformi, stimolanti e accessibili per tutti

