L’architettura del saper fare: una coprogettazione al femminile tra studio e officina (approfondimenti)

Il cuore del progetto risiede nella divisione planimetrica strategica di una spaziosa unità residenziale. L’obiettivo era chiaro: creare indipendenza per due figli ormai adulti, mantenendo però la vicinanza affettiva tipica della villa bifamiliare.

  • L’alloggio dei genitori – ricavato nella zona giorno originale, mantiene un’impronta rappresentativa e confortevole.
  • L’alloggio dei figli – un layout dinamico e moderno, organizzato attorno a una zona living centrale in comune, con due camere da letto padronali servite da bagni indipendenti. Progettare queste due unità in parallelo è stata un’esperienza stimolante, che ci ha permesso di immaginare e cucire addosso agli abitanti stili di vita differenti.

Architettura d’officina

La collaborazione diretta con l’officina della committente ha rappresentato il vero valore aggiunto. Assistere alla nascita dei componenti d’arredo e degli infissi, seguendo il percorso dalla materia grezza al montaggio finale, ha conferito al progetto una matericità autentica. Un esempio di questa sinergia è la trasformazione del portale d’ingresso: l’originaria apertura a due battenti è stata reinterpretata e modificata in una soluzione a battente singolo con parte cieca fissa, conciliando le nuove esigenze distributive con una rinnovata estetica contemporanea.

Recupero Creativo e Sperimentazione

La sostenibilità e la memoria del mestiere sono entrate prepotentemente nei bagni della residenza. Durante i sopralluoghi in officina, la ricerca tra sfridi e materiali residui ha dato vita a soluzioni inedite per i piani lavabo. Sostegni metallici dal design industriale, recuperati e rifunzionalizzati, sorreggono oggi i volumi dei lavabi, trasformando elementi tecnici in veri e propri oggetti d’arte quotidiana.

L’obiettivo finale dell’intervento è andato ben oltre la semplice redistribuzione degli spazi. Il risultato è una casa che celebra l’identità della famiglia, dove la necessità pragmatica dell’autonomia si è trasformata in un’opportunità di espressione artistica. Ogni elemento in ferro, ogni piano di recupero e ogni scelta cromatica testimoniano come la collaborazione tra architetto e artigiano possa generare soluzioni abitative uniche e irripetibili.

In questo progetto, la villa non ha solo “raddoppiato” la sua capacità ricettiva, ma ha acquisito una nuova anima: un equilibrio perfetto dove il calore domestico convive con il carattere deciso del design industriale. È la dimostrazione che, quando il rigore della tecnica si lascia contaminare dalla passione dell’officina, l’abitare diventa un’opera d’arte quotidiana.

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